La crescente attenzione alla sostenibilità nel settore delle costruzioni sta trasformando profondamente il modo in cui vengono progettati e realizzati i materiali da costruzione. In questo contesto, i CAM (Criteri Ambientali Minimi) rappresentano uno degli strumenti più rilevanti per orientare il mercato verso soluzioni a minore impatto ambientale.
Con gli aggiornamenti normativi introdotti negli ultimi anni e l’entrata in vigore delle nuove disposizioni applicative, il 2025 segna un passaggio importante anche per il settore del calcestruzzo, chiamato ad adeguarsi a requisiti sempre più stringenti in materia di economia circolare e riduzione delle emissioni.
Il ruolo dei CAM negli appalti pubblici
I Criteri Ambientali Minimi sono requisiti ambientali definiti dal Ministero dell’Ambiente e obbligatori negli appalti pubblici per la progettazione, costruzione e gestione degli edifici. Il loro obiettivo è promuovere un utilizzo più efficiente delle risorse, incentivare l’impiego di materiali riciclati e ridurre l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita delle opere.
Nel settore delle costruzioni, i CAM influenzano direttamente la scelta dei materiali, imponendo criteri specifici per prodotti come calcestruzzo, acciaio, isolanti e componenti edilizi.




Il requisito del contenuto di materiale riciclato nel calcestruzzo
Una delle novità più rilevanti riguarda il contenuto minimo di materiali riciclati o recuperati nel calcestruzzo utilizzato nei lavori pubblici. Le nuove indicazioni prevedono che il calcestruzzo, sia preconfezionato sia prodotto in cantiere, contenga una percentuale minima di materiale riciclato o recuperato pari ad almeno il 5% in peso sul totale del prodotto, al netto dell’acqua.
Questa quota può essere ottenuta attraverso l’utilizzo di diverse tipologie di materiali, tra cui:
- Aggregati riciclati provenienti da demolizioni
- Sottoprodotti industriali utilizzati come componenti del conglomerato
- Materiali recuperati dalla filiera delle costruzioni
L’obiettivo è favorire l’integrazione dei principi dell’economia circolare nella produzione del calcestruzzo, riducendo al contempo il consumo di materie prime naturali.
Verifica della conformità ai CAM
Per poter essere utilizzato negli appalti pubblici, il calcestruzzo dovrà dimostrare la conformità ai requisiti CAM attraverso adeguata documentazione tecnica. Tra gli strumenti utilizzati per la verifica rientrano:
- Dichiarazioni del produttore sul contenuto di materiale riciclato
- Certificazioni di prodotto
- Documentazione tecnica allegata ai capitolati di progetto
La tracciabilità dei materiali utilizzati diventa quindi un elemento centrale, richiedendo ai produttori sistemi di controllo più strutturati lungo tutta la filiera.
Impatti operativi per i produttori di calcestruzzo
Per i produttori di calcestruzzo, l’adeguamento ai CAM comporta diverse implicazioni operative. Tra le principali:
- Revisione dei mix design per integrare materiali riciclati
- Qualificazione delle nuove materie prime utilizzate nella miscela
- Controllo delle prestazioni meccaniche e della durabilità del calcestruzzo
- Gestione della documentazione tecnica necessaria per la conformità ai CAM
Questi cambiamenti richiedono un approccio sempre più integrato tra progettazione del materiale, controllo qualità e gestione della sostenibilità.
Una transizione verso il calcestruzzo a minore impatto ambientale
L’introduzione dei nuovi requisiti CAM rappresenta un ulteriore passo verso la diffusione di materiali da costruzione sostenibili. Nel caso del calcestruzzo, ciò significa promuovere soluzioni che combinino prestazioni tecniche elevate con una maggiore attenzione alla riduzione dell’impatto ambientale.
Per le aziende della filiera, questa evoluzione rappresenta allo stesso tempo una sfida e un’opportunità: la capacità di sviluppare prodotti conformi ai requisiti ambientali diventa infatti un elemento sempre più strategico per competere nel mercato delle opere pubbliche. In questo scenario, il supporto tecnico nella valutazione dei materiali, nella verifica della conformità normativa e nell’analisi delle prestazioni ambientali diventa fondamentale per accompagnare il settore verso modelli di produzione più sostenibili.
Il ruolo degli additivi per calcestruzzo nei CAM
Nel percorso verso un’edilizia più sostenibile, gli additivi per calcestruzzo assumono un ruolo sempre più strategico nel rispetto dei Criteri Ambientali Minimi applicati agli appalti pubblici. Pur essendo utilizzati in percentuali ridotte rispetto agli altri componenti del calcestruzzo, gli additivi consentono di migliorare in modo significativo le prestazioni del materiale, contribuendo indirettamente al raggiungimento degli obiettivi ambientali previsti dai CAM.


Come gli additivi contribuiscono alla sostenibilità del calcestruzzo
In particolare, gli additivi permettono di:
- Ridurre il contenuto di cemento nelle miscele mantenendo le prestazioni meccaniche richieste
- Migliorare la lavorabilità del calcestruzzo anche con l’utilizzo di aggregati riciclati
- Aumentare la durabilità delle strutture, prolungandone la vita utile
- Ottimizzare il rapporto acqua/cemento, riducendo il consumo di risorse
Questi aspetti sono particolarmente rilevanti nel contesto dei CAM, che promuovono l’uso efficiente delle materie prime, l’integrazione di materiali riciclati e la riduzione dell’impatto ambientale dei prodotti da costruzione.
Grazie agli additivi di nuova generazione EKAN, è infatti possibile progettare calcestruzzi con prestazioni elevate anche quando vengono utilizzati materiali provenienti dal riciclo o sottoprodotti industriali, favorendo così l’applicazione dei principi dell’economia circolare nel settore delle costruzioni. In questo scenario, gli additivi non rappresentano soltanto un componente tecnologico della miscela, ma diventano uno strumento chiave per sviluppare calcestruzzi conformi ai CAM: più performanti, durevoli e allineati ai requisiti ambientali richiesti dal mercato e dalla normativa.


